mercoledì 5 gennaio 2011

Rugby Club Pontino e il problema campo


Sembra sia trascorso pochissimo tempo da quando il 22 settembre 2009 è nato ufficialmente il Rugby Club Pontino. Invece è passata un’intera stagione, tra le difficoltà prevedibili di un debutto e soddisfazioni insperate. La crisi societaria dell'Unione Rugby Pontina, che sembrava poter determinare la fine della pratica del rugby latinense, ha stimolato la nascita della RCL, grazie alla collaborazione di molti genitori e di allenatori disponibili ad impegnarsi senza alcuna prospettiva di guadagno.

L'idea di fondo ha la paternità di Alessandro Paesante e Roberto Della Penna, ex dirigenti dell'URP, che hanno sempre tenuto e creduto nella fondamentale importanza delle giovanili. Le soddisfazioni sono state tante e sono riscontrabili soprattutto nei numeri. La stagione, infatti, era iniziata con una manciata di iscritti ma, nel corso dell’anno, il numero di giovani atleti è quadruplicato fino a toccare quota 130. Se le notizie positive sono molte questo non vuol dire, purtroppo, che non ci sia traccia alcuna di quelle negative. Infatti, come un anno fa, si ritorna a parlare del problema legato alla paternità del campo da rugby di via dei Messapi.

Quest’anno il Rugby Club Pontino ha potuto usufruire dell’impianto stipulando un accordo verbale con il Comune, ma dalla prossima stagione, quando la società latinense parteciperà al campionato di serie C, avrà bisogno di un’autorizzazione ufficiale che faccia diventare il RCL società autorizzata a gestire il campo da gioco. Questo pezzo di carta tarda ad arrivare e sta tenendo tutti con il fiato sospeso.

“La preoccupazione di tutti quelli che si stanno impegnando in questa impresa – afferma Massimo Casconi, segretario della società -, è che possa cambiare la destinazione d'uso di questo impianto e venga meno del tutto la possibilità di avere una struttura dedicata al rugby nella realtà cittadina. Per ora, la buona volontà di genitori improvvisati giardinieri, elettricisti, muratori, imbianchini, ha consentito di realizzare un'opera di bonifica utile a rendere utilizzabile l’impianto. L'impegno volontario di tanta gente – conclude Massimo Casconi - non può essere frenato da logiche di potere o favoritismi politici. Qualunque iniziativa volta ad una gestione differente del campo non potrebbe che provocare forti resistenze da parte di chi, da quasi un anno, sta lavorando sodo per coltivare dalla radice uno sport tanto esemplare”.

L’inizio della prossima stagione può sembrare ancora molto lontano ma, se non si interviene subito a livello amministrativo, si rischia seriamente di vanificare quanto di buono è stato portato avanti fino adesso.

Riccardo Angelo Colabattista
Il Caffè numero 197

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