giovedì 6 gennaio 2011

PdL, a Latina da che parte stanno?


Ad inizio agosto, quando tutti stavano già pensando alle vacanze, si è verificata la spaccatura tra Fini e Barlusconi. I due fondatori del PdL ormai da tempo erano arrivati ai ferri corti. Non c’era più intesa. E quando il feeling finisce, come testimoniato evidentemente nell’ultimo congresso nazionale, il divorzio è solo questione di tempo. La rottura c’è stata. Ufficialmente è stato Berlusconi a cacciare Fini dal partito. L’ex leader An, di conseguenza, non ha perso tempo ed ha fondato un nuovo movimento, Futuro e Libertà per l’Italia, e portato con sé 33 deputati e una decina di senatori. Noi de Il Caffè abbiamo voluto tastare le posizioni dei nostri politici locali. Cosa ne pensano del nuovo PdL? Come si sarebbero comportati se si fossero trovati a scegliere tra Fini e Berlusconi? Anche a Latina, in previsione delle votazioni comunali, ci saranno delle ripercussioni? Tra chi si sente sicuro delle proprie scelte e chi danza sul filo del rasoio ancora indeciso sul da farsi, andiamo a leggere cosa ci hanno detto alcuni personaggi di spicco della nostra politica.




Nicola Calandrini- ex presidente del Consiglio Comunale di Latina

“La rottura è stata inevitabile. Fini non ha mai rappresentato l’anima critica ma una vera e propria opposizione all’interno del PdL e Berlusconi non poteva accettarlo”. Questo è il pensiero chiaro di Nicola Calandrini che avverte l’importante di questa “situazione traumatica” ma resta possibilista sulla “costruzione di un grande partito tramite la volontà e la tenacia dei suoi iscritti”. E il futuro di Fini? “Secondo me è possibile che l’ex leader An si allei con Montezzemolo, Casini e Rutelli per formare un forte polo di centro, diverso rispetto a quello che rappresenta oggi Berlusconi. Se ne parla già da tempo e questo potrebbe essere l’inizio di un percorso dei finiani”. Calandrini, quindi, è per il PdL, senza se e senza ma. “Penso che, nonostante i numeri non siano più quelli di prima, bisogna andare avanti. Bisogna comunque prendere atto di quello che è avvenuto ma abbiamo l’obbligo di proseguire la legislatura per portare a termine il programma presentato da Berlusconi”.


Giovanni Di Giorgi – consigliere Regionale PdL

“Non condivido assolutamente la scelta politica di Fini anche perché dietro alla sua decisione non c’è alcun progetto politico”. Anche Di Giorgi, che spesso è stato critico con alcune scelte di partito e che rappresenta, per sua stessa ammissione, la terza ala del partito (dopo quella degli ex Fi e degli ex An), si schiera con Berlusconi. “Io sono stato un candidato del PdL, sono un eletto del PdL e non posso che non condivido le scelte fatte dall’ex Alleanza Nazionale”. E a Latina cambierà qualcosa? “Questi avvenimenti ci permettono di fare chiarezza anche a livello locale. A Latina, oggi, ci sono due modi di fare politica. Uno è rappresentato dalla voglia nuova del PdL di fare una politica del quotidiano e l’altra rappresentata da Zaccheo, capace solo di illudere i cittadini della città con promesse che non ha saputo mantenere”.


Aracri Francesco – commissario del Popolo delle Libertà

“Noi stiamo e resteremo, come la stragrande maggioranza dei colleghi, con il PdL. Partito che, se non rammento male, ha concorso a fondare anche Gianfranco Fini”. Anche il commissario Aracri serra le file e non lascia spazio a spiacevoli novità. E quando gli chiediamo di una possibile alleanza Fini-Casini-Rutelli, risponde con una metafora colorita ma quanto mai precisa: “questa mi sembra una pura insalata russa senza neanche il collante della maionese”. Ciò significa che, da parte del commissario, c’è una forte diffidenza nel vedere realizzato un possibile progetto politico di Fini. Anche per quanto riguarda Latina Aracri ha le idee chiare: “Il grande voto di opinione fa parte delle grandi aree metropolitane non in città come Latina. Questo dato è testimoniato dalle percentuali di voto molto simili avute dal PdL nelle votazioni Nazionali, Regionali e Comunali. È diffide spostare voti a Latina e per questo non credo che la scelta di Fini possa cambiare qualcosa nella città”.


Marino Di Girolamo – ex assessore ai Lavori Pubblici al Comune di Latina

“In politica contano i numeri. Berlusconi ha dimostrato che ogni campagna elettorale, ogni sua scelta, ogni sua intuizione ha avuto sempre dei grandi riscontri elettorali. Condivido in pieno le sue scelte ed è giusto che vada avanti a governare”. Anche Di Girolamo, ex FI e responsabile, insieme ad altri suoi colleghi, della caduta di Zaccheo, si schiera a favore del Premier anche se vede un futuro buio per il Governo. “Questo è ormai un governo logorato. È chiaro che i franchi tiratori ci sono. In altre occasioni è già andato sotto e con l’assenza di Fini non riuscirà sicuramente a portare a casa delle leggi importanti. Per cui sarà costretto ad anticipare il voto, magari già in primavera”. Cosa ci si deve aspettare a livello locale? “Sicuramente la scelta di Fini agevola la scelta del commissario Aracri. Se Fini trasforma il suo movimento in nuovo partito ci sarà chi seguirà il PdL e chi aderirà a questa nuova formazione. Ci saranno quindi delle posizioni molto chiare e probabilmente è quello che la gente di Latina vuole”.


Stefano Galetto – Consigliere Regionale PdL

“Sono d’accordo con molte delle cose che dice Fini ma io resto nel PdL come del resto fa anche Alemanno, che rimane il mio punto di riferimento politico”. Il consigliere regionale, la figura che più di tutte è stata accanto a Zaccheo, ribadisce più volte la sua vicinanza al pensiero di Fini sottolineando che “se dovesse nascere un nuovo partito a livello nazionale e nella provincia di Latina io penso che sarebbe un interlocutore importante e un soggetto politico nobile e di primo piano”. Si spinge oltre e affonda il colpo contestando la guida che il partito ha avuto in provincia di Latina: “il PdL è un partito in cui non c’è democrazia interna ed è stato indebolito dal gesto vigliacco dei consiglieri che hanno fatto cadere la Giunta Comunale. Solo un cieco non si renderebbe conto della guida scellerate che il partito sta avendo il provincia”. Il riferimento a Fazzone è più che chiaro. Come è chiara la sua posizione: finché non prende posizione Alemanno non la prende neanche Galetto. Restiamo in attesa.


Salvatore De Monaco – vice Presidente della Provincia di Latina

“Sono passato con il Presidente della Camera perché non ho condiviso la sua espulsione da parte del PdL”. De Monaco è stato il primo, a Latina, ad esporsi e a dichiararsi fedele al neo movimento “Futuro e Libertà per l’Italia”. “Questa decisione a livello nazione non è detto che porti scompiglio nel locale, anzi. Credo che con una nuova corrente di centro destra molti elettori possano trovare una valida alternativa al PdL”. Come ribadito dallo stesso Fini il suo movimento rimarrà fedele al vecchio partito rimasto nelle mani di Berlusconi. La stessa cosa, almeno in apparenza, pare stia accadendo a Latina. “Anche se ho aderito a Fini mi sento un alleato del PdL. Non è nostra intenzione ostruire il lavoro delle amministrazioni guidate dal PdL. Mi auguro che sia a livello nazionale che locale si possa continuare, nonostante l’evidente spaccatura, a collaborare lealmente”.


Fabrizio Cirilli – candidato alle regionali con la lista UDC ma ex militante di An

“Io già da qualche anno avevo capito la situazione che si sarebbe venuta a creare nel centro-destra italiano e pontino”. Cirilli, dopo aver militato per diversi anni in An, ha deciso di allontanarsi dal gruppo capitanato da Fini ed iniziato un percorso da indipendente. “Oggi seguo queste vicende con distacco. Il modo di fare politica di queste persone non mi appartiene più. È tutto uno scambio di poteri e posizioni. Già in An si avvertiva la volontà di non essere un partito gestito da persone democratiche”. Sicuramente cambieranno gli scenari nazionali con ripercussioni a livello locale. “Non so come si comporterà il PdL ma di sicuro io sono aperto a tutte quelle liste interessate ad un dialogo e ad un programma semplice ed utile alla città”. È aperto, quindi, anche ad una alleanza con il Partito Democratico? “Certo, nessuno escluso. Io do valore alle persone e non ai partiti che ormai hanno perso tutto il loro significato”.


Riccardo Pedrizzi – ex Senatore del PdL

È un Pedrizzi deluso e disinteressato alla politica quello che abbiamo ascoltato per chiedergli un’opinione sulla situazione politica venutasi a creare nel Paese. “Io non faccio più politica, quando chiudo le parentesi le chiudo definitivamente. Mica sto a rimenare come fanno tutti i politici per sbarcare il lunario. Io non faccio più politica e quindi le posso solo dire che non me ne può frega’ de meno di quello che sta succedendo. Non mi interessa proprio”. Chiaro il concetto espresso dall’ex Senatore del PdL che da quando è uscito dagli scenari politici nutre una chiara repulsione verso un ambiente che è stato suo per molti anni. “Questa situazione tra Fini e Berlusconi non mi interessa, come non mi interessano le situazioni legate a Latina. Finalmente mi leggo il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore. Ho finito di sfogliare questi giornalacci di Latina”. Chiude così Pedrizzi, quasi nauseato da quello che sta succedendo in Italia e a Latina.


Riccardo Angelo Colabattista
Il Caffè numero 200

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