sabato 19 giugno 2010

Allarme-Emergenza Kiwi provincia di Latina


La scorsa settimana, i carabinieri del Nas di Latina, hanno sgominato una banda di Cisterna che si occupava di immettere sul mercato nazionale un concime illegale indicato per le coltivazioni di kiwi. I quattro arrestati, Carmine Vincenzo Saccone, Ivano Tassinari, Clemente Duras e Ivanov Kiril Yanculov, avevano messo in piedi una vera e propria squadra che si occupava dell’importazione illegale dalla Cina di un agrofarmaco vietato dal Ministero della Salute, della contraffazione in un laboratorio situato nelle campagna apriliane, della vendita diretta presso le aziende e, addirittura, di una consulenza gratuita per spiegarne il funzionamento e il dosaggio.

L’inchiesta, partita circa un anno fa agli ordini del Capitano Minicelli e denominata “Super Kiwi”, è stata resa possibile grazie ad una serie di controlli ed intercettazioni, ma anche alla denuncia da parte di un’azienda pontina che, nell’arco di dodici mesi, aveva visto calare le vendite del fitofarmaco ufficiale di circa il quaranta percento. Nell’ambito dell’indagine sono stati denunciati per reato di ricettazione altri 47 titolari di aziende agricole situate in tutto il territorio nazionale.

Ormai la banda aveva creato un vero circuito alternativo grazie ai costi inferiori del prodotto cinese (il fitofarmaco illegale, chiamato “Prodotto S”, veniva venduto a 7 euro a litro, contro gli 11 euro di quello ufficiale) e ai risultati notevoli che gli agricoltori riscontravano nelle loro coltivazioni (i kiwi, infatti, avevano uno sviluppo maggiore in tempi ristretti). Solo nell’ultimo anno i Nas di Latina hanno accertato l’importazione di 186mila kg di agrofarmaco contraffatto che, rivenduto sul mercato clandestino, ha reso alla banda circa 1 milione e 300 mila euro.

Un giro d’affari enorme ed altamente pericoloso sia per gli utilizzatori che per l’ambiente (come è stato accartato dall’ARPA di Latina). Il Comandante Massimo Minicelli, durante la conferenza stampa, ha tenuto a sottolineare però che “ non abbiamo provveduto ad effettuare le analisi sul kiwi, ma ci siamo limitati a studiare il prodotto contraffatto. Comunque lo studio dell’Arpa parla di nocività degli utilizzatori e dell’ambiente, e non per chi andrà a mangiare i kiwi”.
Potremmo continuare, quindi, a mangiare tranquillamente i frutti delle nostre terre. Frutti che, ricordiamo, hanno il marchio di qualità “IGP Kiwi Latina”.

Riccardo Angelo Colabattista
Il Caffè numero 194

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