sabato 19 giugno 2010

Latina - Sanità. Liste d'attesa lunghe negli ospedali della Provincia di Latina


Che la sanità pubblica non stia attraversando un momento d’oro è sotto gli occhi di tutti. Dai tagli ai posti letto ai pazienti costretti a stazionare interi giorni sulle barelle, dal personale infermieristico senza un contratto sicuro agli stipendi onerosi dei dirigenti.

È un sistema, quello sanitario, evidentemente in pieno stato di crisi. La cittadinanza, per porre rimedio a queste carenze, è sempre più obbligata a ricorrere ai servizi in dotazione nelle strutture private. Molti sono ormai i cittadini costretti a pagare profumatamente una semplice ecografia o una visita oculistica. La scelta, nella maggior parte dei casi, è dettata dalle lunghissime liste d’attesa degli ospedali pubblici. Proprio su questo disservizio è basato lo studio promosso dall’Osservatorio “Codici”.

I risultati, risalenti ai mesi di febbraio, marzo e aprile del 2010, sono da una parte sorprendenti e dall’altra ampiamente riscontrabili nella realtà quotidiana. I numeri parlano chiaro. Il record di attesa negli ospedali della provincia di Latina spetta, senza ombra di dubbio, al S.M. Goretti. Infatti, per fare un semplice elettrocardiogramma bisogna aspettare ben 309 giorni, mentre per effettuare una ecografia alla testa i giorni previsti sono 302. Stiamo parlando di attese che superano i dieci mesi. Ad aggiudicarsi il secondo posto di questa speciale classifica dei demeriti c’è l’ospedale di Sezze che riesce a far attendere i pazienti per 289 giorni per un elettrocardiogramma e una visita cardiologia. Sul terzo gradino del podio troviamo la clinica di Terracina, con i suoi 270 giorni per sostenere un esame del fondo oculare e 217 per una normale visita oculistica.

Fa quasi sorridere impugnare la Legge che prevede i tetti messimi di attesa in 30 giorni, per quanto riguarda le visite ambulatorie, e in 60 per le prestazioni diagnostiche. L’inosservanza dei tempi massimi di attesa, come si legge nel Decreto del 2002, costituisce un elemento negativo ai fini di stabilire la retribuzione annua del direttore generale. Il direttore generale, infatti, ha la responsabilità del corretto funzionamento del sistema delle prenotazioni ed ha il potere di abbassare gli stipendi del direttore sanitario e dei dirigenti della struttura se i limiti massimi non vengono rispettati. Purtroppo, ad osservare bene le retribuzioni del direttore e dei dirigenti delle ASL di Latina (riportati in tabella), si fa fatica a credere che la legge sia realmente rispettata.

I quasi 13mila euro mensili del direttore generale e i 10mila del direttore sanitario stanno lì a testimoniare che, nonostante le attese siano dieci volte più lunghe del limite massimo consentito dalla legge (309 giorni invece di 30), i massimi responsabili di questo disagio se la continuano a passare piuttosto bene a dispetto degli utenti che si vedono costretti a pagare cliniche private per sostenere esami utili alla tutela della propria salute.

Riccardo Angelo Colabattista
Il Caffè numero 195

0 commenti:

Posta un commento