
Da qualche settimana a Latina, presso l’ex consorzio agrario, è stato aperto un dormitorio pubblico provvisorio. Un’iniziativa che ha accomunato maggioranza e opposizione, croce rossa italiana e prefetto di Latina. Peccato che esiste un progetto molto migliore, già finanziato dalla Regione e approvato all’unanimità nel 2007.
“Il progetto che ci presentò l’Assessore alle politiche sociali Stefano Galetto, - afferma Carlo Marra, consigliere della prima circoscrizione, PD - parlava della ristrutturazione dell’ex falegnameria comunale, la struttura presente dietro la tribuna coperta dello stadio. Da due anni a questa parte non si è saputo più niente. Solo pochi giorni fa abbiamo appreso dai giornali la notizia di questo dormitorio provvisorio”.
Fino adesso le persone che sono state accompagnate nella struttura d’accoglienza sono circa tredici. Ma sono un centinaio (dati forniti dagli “Angeli Custodi” di Latina) i senza fissa dimora che passano le notti nelle strade e nei quartieri di Latina. “Dalla Croce Rossa Italiana – continua il consigliere di circoscrizione - siamo venuti a sapere che molti senza tetto non sono a conoscenza di questa struttura, e quindi, continuano a dormire in mezzo ai giardini pubblici, in alcune baracche costruite vicino al Canale Mussolini, dentro il recinto della Chiesa Immacolata e sulle panchine di Largo Pordenone”.
Una situazione, quindi, che deve ancora essere rodata perché, come in tutte le cose, non basta aprire un vecchio capannone per risolvere un problema così delicato come quello delle persone senza fissa dimora. “Vorrei ricordare – conclude Carlo Marra – che noi non siamo contrari ad avere un dormitorio al centro della città, anzi. Il problema è che da 2007 ad oggi non si è fatto niente di definitivo. Solo adesso, con l’arrivo dell’inverno, il Comune e la Provincia si sono sentiti in debito di attrezzare un’area provvisoria per arginare questo problema. Problema sentito da entrambi le parti politiche, ma abbandonato tra le carte comunali da circa due anni”.
Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 183

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