mercoledì 10 febbraio 2010

Pontinia - Turbogas - Natura vs Uomo: chi vincerà?


La zona di Mazzocchio, oltre ad essere famosa per avere uno degli impianti di idrovore più importanti della provincia, rischierà di diventare il centro nevralgico delle nuove Centrali Turbogas e a Biomasse. È proprio in questo lembo di terra, nel comune di Pontinia, che la CEA ha previsto la realizzazione di due impianti per la creazione di energia. Se il 14 settembre arriva la bella notizia in cui il TAR del Lazio ha respinto il ricorso della Pontinia Rinnovabili s.r.l, società proponente la centrale a biomasse, dando ragione al Comune di Pontinia e alla Provincia di Latina, sfavorevoli ai due progetti, il problema della Centrale turbogas e delle opere ad essa connesse rimangono più vivi che mai.

“Oltre alla costruzione delle due centrali – spiega Giorgio Libralato, rappresentante del movimento Ecologia e Territorio – è prevista la costruzione di un elettrodotto ed un metanodotto. Entrambe le opere passeranno, secondo i progetti, nella zona dei Gricilli. Zona in cui è impossibile effettuare qualsiasi tipo di costruzione a causa della particolare conformazione del terreno”. I numerosi studi effettuati nella zone dei Laghi del Vescovo (o Laghi dei Gricilli) testimoniano l’esistenza di “un attivo fenomeno di subsidenza che provoca ancora oggi un lento ma progressivo abbassamento di una vasta area della Pianura Pontina” (studio di Piccozza Roberto, Geologo, 2002).

A questo punto la domanda nasce spontanea: ma è possibile costruire un elettrodotto e un metanodotto in una zona in cui il terreno è instabile e si abbassa ogni anno di più? “Per gli ingegneri che hanno progettato queste opere evidentemente si. – conclude Giorgio Libralato – Questo testimonia che molti progetti vengono fatti in maniera superficiale, senza una base tecnica, scientifica e normativa che avalli o meno l’opera”.

La volontà di costruire queste opere in una zona come quella dei Gricilli, significherebbe disconoscere gli studi fatti negli ultimi cento anni, ma anche le più elementari conoscenze che hanno le persone del posto, impossibilitate a coltivare i terreni per le continue inondazioni e per la particolare conformazione del terreno.

Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 178

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