mercoledì 10 febbraio 2010

Intervista a Michela Quattrociocche




Dopo averci fatto emozionare e piangere con i film tratti dai libri di Moccia, Michela Quattrociocche è pronta a farci divertire e ridere di gusto. Sarà lei, infatti, una delle protagoniste femminili del nuovo film di Natale firmato De Sica: “Natale a Beverly Hills”. I “cinepanettoni” hanno sempre fatto parte della sua vita, come i vecchi film di Alberto Sordi e Vittorio Gassman, conosciuti grazie ai nonni. Adesso Michela sembra allontanarsi sempre più dai ruoli costruiti per teenager, per avvicinarsi alla commedia brillante, quella interpretata magnificamente dal suo mito di sempre, Haudrey Hapburn. Una ragazza con le idee chiare, che spera di trovare tanta serenità sotto l’albero di Natale e di poter raccontare, un giorno, la storia del suo felice matrimonio.


Di Riccardo Angelo Colabattista

Dopo gli amori “innocenti” dei film di Moccia adesso sei entrata, con questo film di Natale, nel mondo degli adulti. Similitudini e differenze?
Beh, secondo me non ci sono molto differenze. In quanto si può essere adulti e rimanere giovani nello stesso tempo. La differenza potrebbe stare nei problemi da risolvere. Gli adulti si ritrovano ad affrontare delle situazioni più serie rispetto alle nostre. Questo non vuol dire che noi ragazzi non abbiamo dei problemi ma, di certo, non sono paragonabili a quelli delle persone adulte.

Magari la differenza la fa la spensieratezza dell’animo…Si, quello sicuro. La spensieratezza che abbiamo noi giovani a volte ci aiuta a superare meglio alcune difficoltà e a non dar troppo peso ed importanza a situazioni comunque difficili.

Nel casting ci sono attori ormai affermati e dalla grande tradizione familiare, due su tutti De Sica e Gassman. Com’è stato recitare con loro?
Per me è stato stupendo perché io sono cresciuta vedendo questi film di Natale. Li vedo da quando sono nata. È stato un vero onore per me far parte di questa incredibile squadra. Poi, oltre ad essere dei miti cinematografici, si sono rivelate delle persone simpaticissime. Mi sono trovata veramente bene con tutti, è stata una sorpresa positiva anche per me.

Apprezzi di più i loro film (in particolare i cosiddetti “cinepanettoni”) o le pellicole dei loro genitori?
Mi piacciano diversi generi di film. Diciamo che io da piccola, essendo cresciuta con i miei nonni, ho visto molte pellicole in bianco e nero. Naturalmente ho visto anche i film di Vittorio De Sica e Vittorio Gassman. Apprezzo entrambi i generi. Certo, le commedie di adesso sono simili e diverse. La comicità è certamente cambiata. Il modo di far ridere le persone è diverso. Però io trovo divertentissime entrambe. Lo stesso Alberto Sordi è divertente anche se faceva una comicità diversa da quella contemporanea. Sono uguali e diversi.

Come è nata la possibilità di partecipare il film di Natale?
Me lo hanno semplicemente proposto, ed io, felicissima, ho accettato subito. Serviva una ragazza della mia età ed hanno pensato a me, ed io, naturalmente, sono stata molto contenta di accettare.

Nei film di Natale, comunque, c’è sempre molta comicità. Com’è stato per te interpretare una parte divertente dopo il sentimentalismo dei film tratti dai libri di Moccia?
Per me è stato bellissimo. Mi sono molto divertita. Diciamo che il mio ruolo non si può definire propriamente comico. Io interpreto una figlia gelosa del padre perché ha delle relazioni con ragazze all’insaputa di mia madre. Forse farò ridere perché per tutto il film sono incazzata e seriosa per le situazioni in cui si va a mettere mio padre. Non posso dire se il mio personaggio farà ridere, ma di sicuro io ho riso tantissimo sul set. Interpretare questo personaggio mi ha fatto divertire moltissimo.

Qual è il tuo mito in assoluto?
È senza dubbio Haudrey Hapburn.

In Italia, invece, quali sono i tuoi riferimenti professionali?
Giovanna Mezzogiorno, perché è un’attrice giovane che ha sempre fatto dei ruoli che a me piacciono molto. La reputo veramente brava.

Tu sei giovanissima ma sei nel mondo del cinema già da diversi anni. Qual è stata l’esperienza lavorativa più interessante?
Per adesso non esiste un’esperienza più interessante dell’altra. Ogni esperienza mi ha dato tanto sia a livello professionale sia a livello affettivo. Quindi non me la sento di sminuire nessuno, perché tutti sono sempre stati gentili con me. Ogni lavoro ha una storia a se, e tutte, fino adesso, sono state delle belle storie.

Senza dubbio, però, la più divertente è stata questa del film di Natale.
E che tipi di film vorresti fare tra dieci anni?

Sinceramente non lo so. Io spero sempre di interpretare soggetti all’interno di commedie brillanti. A me la commedia piace molto. Io sento molti attori che aspirano a fare film impegnati, più seriosi. Secondo me invece non serve fare film drammatici per dimostrare la bravura. Anche un film comico e divertente può valorizzare un’attrice. Quindi spero di poter continuare su questo filone delle commedie anche se non rifiuterei, di certo, una proposta per un ruolo più impegnato.

Nel film “Natale a Beverly Hills” interpreti Susanna, figlia di Claudio, il proprietario dell’albergo. Che tipo di personaggio è? Si discosta molto dal tuo carattere?
Si, è molto diversa da me (ride di gusto). Susanna è una ragazza di 18 anni ed io ne ho un po’ di più, 21. È molto gelosa del padre, possessiva in una maniera inverosimile, forse perché vuole preservare l’unione familiare. Io non sono così. Io non sono per niente gelosa, sia di mio padre sia del mio fidanzato. Lei (Susanna) è anche un po’ prepotente, è capace di coinvolgere anche un altro ragazzo nell’inseguire suo padre. Io non sono così pazza (ancora che se la ride), mi reputo molto più riflessiva, prima di fare una cavolata ci penso mille volte.

Nel film Lele (Emanuele Propizio), figlio di Carlo (Christian De Sica) e Cristina (Sabrina Ferilli), cerca di fare colpo su di te rubando un’auto e accompagnandoti all’università. Nella realtà c’è stato qualche ragazzo che ha fatto una pazzia per te? Di che tipo?
No, pazzie vere e proprie non me le ricordo. Però il mio fidanzato pur di vedermi, anche per un solo giorno, prende l’aereo e viene da me. Pazzie del genere, come quelle di rubare una macchina, no. Anche perché…non vorrei proprio avere niente a che fare con un ragazzo che ruba una macchina. Sono una persona onesta (sghignazza divertita).

Hai scritto un libro/diario sui nove mesi successivi alla chiamata di Moccia per il tuo primo film. La vita non è evidentemente finita li. Cosa speri di poter scrivere nel tuo prossimo libro/diario?
Innanzitutto, in questo momento, non ho proprio intenzione di scrive un altro libro. Anche perché non mi reputo una scrittrice. Rispetto molto il lavoro degli altri. Quel libro l’ho scritto due anni e mezzo fa per gioco, per mettere su carta le mie emozioni ed i miei pensieri, ma non faccio la scrittrice. Comunque, in un improbabile secondo libro, ci vorrei scrivere sicuramente le mie esperienze lavorative di adesso e spero di poter raccontare la felicità trovata con il matrimonio, con la mia famiglia. Spero di poter scrivere questo.

Tornando al Natale. Cosa vorresti trovare quest’anno sotto l’albero?
Mmm…vorrei trovare la tranquillità. Niente di più. Tranquillità e serenità. Penso che in un mondo così frenetico ce ne voglia sempre un po’ di più.

L'intervista è stata pubblicata sul mensile What's Up

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