sabato 31 ottobre 2009

Bastardi senza gloria - Quentin Tarantino


Si può cambiare la storia e rimanere credibili? Il più delle volte la risposta è negativa, ma nel caso di Tarantino non si deve far altro che togliersi il cappello e dire un si convinto. “Bastardi senza gloria” è un concentrato di genialità, comicità immediata e di scelte narrative che sanno spiazzare lo spettatore, facendolo rimanere incollato allo schermo per tutti i 153 minuti del film.

Il regista statunitense riesce, in questa sua ultima fatica da regista, ad unire il suo stile inconfondibile, fatto di provocazione e ironia, ad una trama che ha lo scopo di cambiare per sempre la storia della seconda guerra mondiale. Uccidere i nazisti e Hitler, questo è il compito di Aldo Raine, ufficiale americano interpretato magnificamente da Brad Pitt, e la sua squadra di soldati.

Partiti dall’America, e sbarcati in Francia durante l’occupazione nazista, devono rivendicare gli ebrei e combattere l’esercito tedesco utilizzando le sue stesse armi: la violenza fisica e psicologia. La trama sembra scorrere su due binari distinti. Il primo è interpretato dal personaggio di Shosanne, giovane ebrea sfuggita miracolosamente allo sterminio della sua famiglia ordinato dal colonnello delle SS Hans Landa.

Il secondo dal lavoro in incognito dei Bastardi. Due binari che sembrano scorrere parallelamente, con dialoghi epici (come quello iniziale tra il colonnello Hans e il capo famiglia LaPadite), uccisioni nel tipico stile Tarantiniano (come la liberazione del soldato dissidente tedesco, Hugo Stiglitz) e suspense degna dei più classici film gialli (con le intuizioni e il fiuto di Hans Landa).

Due binari che si incontrano in un modesto cinema di Parigi, in cui viene realizzata la prima visione di un film tedesco, a cui partecipano le più alte autorità dell’esercito nazista. È qui che la voglia di vendicare lo sterminio della sua famiglia da parte Shosanne incontra la volontà da parte dei Bastardi di porre fine al secondo conflitto mondiale. Tarantino gioca con la storia, come con il sua stile.

A volte sembra far capolino in alcune scelte stilistiche, altre volte si fa vedere il tutta la sua maestosità, per ricordare che il suo genio è li per farsi vedere, ammirare, quasi idolatrare. E alla fine ci riesce…come sempre.

Riccardo Angelo Colabattista

Baarìa - Giuseppe Tornatore


“Baarìa”, il nuovo film di Giuseppe Tornatore, che ha diviso critica e pubblico nella presentazione al 66esimo Festival di Venezia, è uno di quei film che, all’uscita della sala cinematografica, ti lasciano con l’amaro in bocca, con una sensazione che qualcosa è mancato.

Nonostante resti molto probabile la sua presenza in qualche nomination per gli Oscar, il film rimane molto gradevole per la maestria con la quale il regista giostra la telecamera e per la meravigliosità della fotografia, ma si percepisce un vuoto narrativo. Forse è proprio la potenza di una storia forte a risultare assente al termine dei 150 minuti di pellicola.

Baarìa, (nome siciliano di Bagheria, cittadina della provincia di Palermo), è un piccolo paesino in cui sembrano trascorrere sessanta anni di storia. Sono narrate le vicende di tre generazioni di una famiglia siciliana: l’occhio indiscreto della telecamera segue la vita di Peppino, interpretato da Francesco Scianna al suo esordio come attore, dalla sua infanzia fino al matrimonio con Mannina (l’esordiente Margareth Madé), e il suo impegno politico oltre che il rapporto con i figli. Attraverso la vita del protagonista il regista cerca di raccontare quasi un secolo di storia italiana dalle due Guerre Mondiali, allo sbarco degli alleati, quindi il Fascismo che lascia il posto al Comunismo, alla Democrazia Cristiana e al Socialismo.

Tre generazioni a confronto e messe insieme da salti temporali discutibili, ma che, da una parte, riescono a rendere bene le differenze tra le varie epoche, ma dall’altro creano confusione rischiando di far perdere quel filo narrativo così sottile che a volte scompare del tutto. Una nota di merito va certamente riservata ai due protagonisti, Sianna e Masè, che alla loro prima interpretazione in un film importante non hanno certamente steccato, anzi, con la loro genuinità hanno saputo dare quel carattere primitivo che ben si abbina con il paesaggio siculo.

Quasi a fare da contrappeso, per i ruoli di figuranti o per parti secondarie, sono stati scelti attori e personaggi di fama affermata come: Salvo Ficarra, Nino Frassica, Leo Gullotta, Monica Bellucci, Raoul Bova, Vincenzo Salemme, Beppe Fiorello, Luigi Lo Cascio, Valentino Picone, Michele Placido.

Il ritmo è lento, il caldo e le pressioni politiche quasi si percepiscono sulla pelle. A mancare, oltre ad una storia importante, è quella scintilla magica di felliniana memoria, capace di trasformare un bel film in capolavoro.

Riccardo Angelo Colabattista

Volley amatoriale: Campioni d’Italia


Per la prima volta una squadra del Lazio, e più precisamente un team del centro-sud Italia, riesce a vincere i campionati italiani UISP master maschile. La società di Latina, il Punto Hollywood, nella tre giorni di Rimini, è riuscita ad imporre la propria forza e a portare a casa un successo importante per tutto il movimento amatoriale.

“Noi siamo andati li con la certezza di avere una squadra competitiva. – afferma il dirigente-giocatore, Emilio Carabat – Dopo le prime due partite ho avuto la sensazione che potessimo raggiungere un ottimo risultano, ma è stata la vittoria all’ultimo punto durante la semifinale contro la squadra superfavorita a darmi la certezza di poter conquistare il primo posto”.

Sei partite in tre giorni ed il caldo di fine giugno a rendere ancor più difficile le condizioni di gioco, hanno dato la possibilità ai nove ragazzi di Latina di tirar fuori il loro meglio e di creare uno spirito di gruppo che alla fine ha fatto la differenza.

“Il gruppo è quasi lo stesso con il quale quest’anno – continua Carabat – abbiamo conseguito il secondo posto nel campionato Amatoriale nella provincia di Latina. Oltre allo zoccolo duro della società, abbiamo portato tre innesti che hanno dato quella marcia in più a tutto il team. Il gruppo è stato fantastico, ne sono rimasto piacevolmente colpito per la serietà con la quale hanno preso questo impegno, rinunciando alla movida notturna e al mare di Rimini”.

Un successo importante venuto dopo cinque anni d’impegno nella pallavolo amatoriale pontina. “Sono diversi anni che ci impegniamo a portare avanti questo progetto, - conclude Carabat – e il prossimo anno continueremo sulla strada dei campionati amatoriali, sperando che qualcosa cambi a livello organizzativo”.

Vittoria importante per la società Punto Hollywood, per la città di Latina e per tutto il movimento degli sport amatoriali. Un mondo fatto di persone a cui piace battersi per la vittoria con uno spirito sano, genuino e leale.

Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 174

In Q4 con archi e frecce


Dal 15 al 19 Settembre a Latina, precisamente nel quartiere Q4, si svolgeranno le finali dei Campionati del mondo del tiro con l’arco specialità 3D Fita. Se quasi tutti conosciamo il tiro con l’arco classico, grazie anche alle ultime soddisfazioni Olimpiche in questa disciplina, un po’ meno conosciuta è la specialità 3D.

“Il tiro 3D è cosi chiamato – ci spiega Alessandro Marzella, componente dell’Arco Club Pontino – perché anziché tirare a bersagli di carta posizionati su superfici piatte, si tira a sagome tridimensionali di materiale plastico”. Questa manifestazione di livello internazionale vedrà la partecipazione di 20 Paesi di tutto il mondo e di circa 160 atleti che gareggeranno nella zona dell’Oasi Verde del quartiere Nascosa.

“Abbiamo scelto questa location – ci spiega Marzella – perché ci consente di stare a contatto con la gente e permette di far conoscere questo sport a molte persone. Di solito i percorsi della specialità 3D vengono dislocati all’interno dei boschi dove il pubblico difficilmente riesce a partecipare. Questa volta abbiamo voluto fare questo esperimento per coinvolgere il più possibile la cittadinanza”.

Il tiro con l’arco, a Latina, sta diventando una disciplina che riscuote sempre più successo, grazie anche all’apertura della palestra che ha dato la possibilità anche ai più piccoli di avvicinarsi a questo sport, ed ha consentito all’Arco Club Pontino di avere ben 153 iscritti. Concentrazione e disciplina sono le regole di questa attività, ma anche la difesa della natura e degli animali rientrano nei principi fondanti di questo sport, specialmente nella disciplina del 3D.

“Voglio sottolineare – precisa Alessandro Marzella – che questa specialità è nata per contrastare i cacciatori che uccidono gli animali. Noi usiamo solo forme di plastica con sembianze di animali per avere delle difficoltà maggiori, ma non vorremmo mai che le persone pensino che pubblicizziamo la caccia o l’uccisione di animali veri. È tutto il contrario, li difendiamo”.

Questo è senza dubbio un buon principio per praticare uno sport senza uccidere alcun animale o recare danno alla natura. A settembre si avrà la possibilità di assistere da vicino a questo importante avvenimento che sarà anche l’occasione per utilizzare una zona verde troppo spesso abbandonata e poco utilizzata, come è l’Oasi Verde; e chissà che non nasca in qualche bambino la voglia di iniziare a praticare questo sport e diventare un domani un campione della specialità.

Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 177

Il Team pontino ai nastri di partenza


Con l’inizio del nuovo anno solare anche la stagione agonistica ciclistica si getta alle spalle quelle che sono state le delusioni e i successi passati per prepararsi al raggiungimento di nuovi traguardi. È il Cycling Team Vigili del Fuoco Cinelli a presentare gli atleti che prenderanno parte ai campionati giovanili italiani. La prima squadra ad iniziare la preparazione è stata la juniores.

“Abbiamo iniziato il 2 gennaio la preparazione atletica in vista delle gare che verranno in primavera. Quest’anno – dichiara il Presidente, Sergio Giuliani – abbiamo deciso di puntare su dieci ragazzi al loro primo anno d’esperienza. Questa scelta ci consente di lavorare con calma, per poterci prendere delle belle soddisfazioni nelle prossime stagioni”.

Il Team dei Vigili del Fuoco ha alle spalle ben 10 anni d’attività il che consente di avere la possibilità di far allenare i propri ragazzi accanto a professionisti del calibro di Gilberto Simoni. “Quello di metà gennaio è stato sicuramente un buon allenamento – spiega uno dei Direttori Sportivi, Antonio Liquori – Oltre all’orgoglio di pedalare insieme a grandi campioni è stata anche l’occasione, per i nostri atleti, di mettersi in luce agli occhi di un importante team professionistico”.

Mentre i più grandi sono già sulla strada per portare avanti la loro preparazione fisica in vista delle prossime gare, le squadre degli Esordienti e degli Allievi si sottopongono alle rituali visite mediche in vista dei primi allenamenti dell’anno. “In un momento importante della crescita del giovane ciclista è fondamentale affiancare alla figura del direttore sportivo quella del medico. – spiega Giuseppe Cancessi, Direttore Sportivo – Infatti, oltre ai controlli obbligatori previsti dall’Fci, il nostro team sottopone gli atleti a continue visite interne per poterne monitorare il loro comportamento e la loro alimentazione”.

Le fatiche di atleti, direttori sportivi, allenatori e meccanici sono solo all’inizio. Come sempre, oltre al lavoro quotidiano, sarà la passione e il sacrificio a fare la differenza nel raggiungimento di obiettivi importanti, come quelli a cui punta il Team pontino.

Riccardo Angelo Colabattista

L'isola senza pontili


Per tutta l’estate Ponza ha dovuto convivere con il sequestro dei pontili emesso dal sostituto procuratore di Latina, Giuseppe Miliano, ad inizio giugno. La situazione si è rivelata fin da subito calda, con giustificazioni che non convincevano i diretti interessati e l’ombra di un progetto Regionale che preveda la costruzione di un nuovo porto turistico sull’isola.

“Quello che non riusciamo a capire – commenta Umberto De Maio, proprietario del noleggio gommoni “Ciccio Nero” – sono le motivazioni principali del sequestro; cioè il danno ambientale e il problema dei corpi morti. Sequestrando i pontili le navi che non hanno rinunciato a venire a Ponza sono costrette a gettare l’ancora; secondo voi 200 ancore nella sabbia sono meno dannose di 200 barche attraccate regolarmente? Noi pensiamo proprio di no”.

I nuovi pontili sono stati costruiti quest’inverno ma sono stati bloccati solo ad inizio giugno, con la stagione estiva alle porte. “Noi abbiamo investito i nostri risparmi, – aggiunge De Maio – e proprio non ci va di perdere tutto il nostro lavoro per delle beghe politiche tra la Provincia e la Regione”. Intanto l’isola si è dovuta abituare (ed adattare) ad una clientela diversa, più attenta al risparmio e, molte volte, senza avere uno yacht al seguito.

“Con il sequestro dei pontili non hanno recato un danno solamente a noi – aggiunge Umberto De Maio - che li gestiamo in prima persona, ma lo hanno fatto a tutta l’isola. Tutta la clientela alta, quella che porta i soldi ai commercianti, ai gioiellieri, agli hotel e ai ristoranti, ha rinunciato a trascorrere le vacanze a Ponza perché non aveva garanzie per l’attracco della propria nave”.

Arrivati a fine agosto, con la stagione turistica praticamente agli sgoccioli, il Comune di Ponza si sta finalmente muovendo per porre rimedio alla situazione. Maggioranza ed opposizione stanno lavorando insieme per avallare una variante al Piano Regolatore Portuale adottato nel 2003, nel quale ci si era dimenticati dei vari punti d’ormeggio che, di fatto, esistevano da circa vent’anni. L’estata 2009 ormai è passata…non resta che attendere nella prossima.


Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 176

La legge che danneggia il lavoro


“Il nuovo disegno di legge sull’immigrazione andrà a peggiorare la situazione, già critica, di tutto il settore agricolo della nostra provincia”. Questo è il pensiero del presidente provinciale della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), Luca Targa. I rappresentanti degli agricoltori denunciano le lungaggini burocratiche per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari.

I numerosi passaggi previsti dalla legge, oltre a causare evidenti problemi alla persona straniera arrivata in Italia per lavorare, causa ingenti danni alle aziende che devono attendere diversi mesi per vedersi ultimata la pratica di regolarizzazione.

“L’impalcatura legislativa, aldilà della Bossi-Fini, - afferma Luca Targa - non va bene per il settore agricolo. Il problema principale consiste che lo straniero che vuole trovare lavoro in Italia lo deve fare dal proprio paese d’origine. Questo è un grosso paradosso. Come si può pensare che una persona dall’India trovi un’azienda agricola disposta ad assumerlo senza conoscerlo?”.

Nel 2008 il settore agricolo ha fatto circa 6mila domane, e per quest’anno le domande sono state 6500. Anche in questo caso le procedure vanno molto a rilento. Basti pensare che le domande di regolarizzazione fatte ad aprile ancora non sono state vagliate, ed i primi permessi di soggiorno, probabilmente, verranno emessi solo a settembre.

“L’anno scorso ci sono stati controlli in aziende agricole – continua Targa - che avevano presentato le domande da 3-4 mesi e ancora non sapevano se i propri operai sarebbero diventati regolari. Se ci fosse meno burocrazia, se si facesse una sanatoria di tutti i lavoratori che già stanno in Italia, se ci fosse un iter molto più snello, secondo me diminuirebbe anche il lavoro nero e le aziende sarebbero invogliate a rispettare tutte le norme in vigore”.

Con la stagione estiva i lavoratori extracomunitari diventano indispensabili per le aziende del territorio. Continuare a chiudere gli occhi davanti a questa realtà oggettiva peggiorerà la situazione degli stranieri e, di conseguenza, di tutte le imprese che lavorano nel settore agricolo. Vale la pena continuare a farlo?

Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 176

I giovani contro le mafie


Il Consiglio Comunale dei Giovani ha approvato, durante la riunione del 16 luglio, una proposta, avanzata dalla lista Idee in Comune, per aiutare anche a Latina la lotta contro tutte le mafie. “La nostra proposta nasce dalla grande esigenza di legalità che si avverte nella Provincia Pontina dopo le spiacevoli situazioni di Fondi. - ha affermato il capogruppo di Idee in Comune, Alessandro Cozzolino - Da qui la nostra richiesta di procedere ad un percorso di sensibilizzazione tra i nostri coetanei attraverso alcune iniziative da svolgere con la collaborazione di Libera, associazione da sempre attiva su questi temi”.

La proposta cerca di coinvolgere scuole e istituzioni politiche, con l’unico scopo di ricordare le figure essenziali alla lotta contro le mafie come Paolo Borsellino, Peppino Impastato e Don Giuseppe Diana. Le scuole avranno il compito di organizzare incontri e lavori con i ragazzi atti a far conoscere queste tre grandi persone; il Comune si impegnerà ad intitolare piazze e/o strade per lasciare per sempre un segno tangibile del loro lavoro anche nella nostra città.

“Quando abbiamo avanzato la proposta c’era un consenso bipartisan; - continua Cozzolino - sia i consiglieri di opposizione che quelli di maggioranza hanno espresso apprezzamento ed hanno dato la loro disponibilità a collaborare. Noi cerchiamo il dialogo con chiunque ritenga questa iniziativa apprezzabile e importante. Non facciamo nessun tipo di differenziazione politica”.

Oltre ad avere il benestare da alcuni rappresentanti del consiglio Comunale effettivo, la proposta ha avuto l’approvazione di tutti i gruppi consiliari dei giovani. Oltre a ciò, i ragazzi puntano a pubblicare, sul sito del Comune di Latina, la lista dei beni immobili confiscati alle famiglie mafiose sul territorio pontino.

“La politica ha il dovere – conclude Cozzolino - di essere attiva su queste problematiche ed è necessario che i ragazzi della nostra città abbiano degli esempi da seguire anche e soprattutto nelle istituzioni”.

Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 175