
“Il nuovo disegno di legge sull’immigrazione andrà a peggiorare la situazione, già critica, di tutto il settore agricolo della nostra provincia”. Questo è il pensiero del presidente provinciale della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), Luca Targa. I rappresentanti degli agricoltori denunciano le lungaggini burocratiche per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari.
I numerosi passaggi previsti dalla legge, oltre a causare evidenti problemi alla persona straniera arrivata in Italia per lavorare, causa ingenti danni alle aziende che devono attendere diversi mesi per vedersi ultimata la pratica di regolarizzazione.
“L’impalcatura legislativa, aldilà della Bossi-Fini, - afferma Luca Targa - non va bene per il settore agricolo. Il problema principale consiste che lo straniero che vuole trovare lavoro in Italia lo deve fare dal proprio paese d’origine. Questo è un grosso paradosso. Come si può pensare che una persona dall’India trovi un’azienda agricola disposta ad assumerlo senza conoscerlo?”.
Nel 2008 il settore agricolo ha fatto circa 6mila domane, e per quest’anno le domande sono state 6500. Anche in questo caso le procedure vanno molto a rilento. Basti pensare che le domande di regolarizzazione fatte ad aprile ancora non sono state vagliate, ed i primi permessi di soggiorno, probabilmente, verranno emessi solo a settembre.
“L’anno scorso ci sono stati controlli in aziende agricole – continua Targa - che avevano presentato le domande da 3-4 mesi e ancora non sapevano se i propri operai sarebbero diventati regolari. Se ci fosse meno burocrazia, se si facesse una sanatoria di tutti i lavoratori che già stanno in Italia, se ci fosse un iter molto più snello, secondo me diminuirebbe anche il lavoro nero e le aziende sarebbero invogliate a rispettare tutte le norme in vigore”.
Con la stagione estiva i lavoratori extracomunitari diventano indispensabili per le aziende del territorio. Continuare a chiudere gli occhi davanti a questa realtà oggettiva peggiorerà la situazione degli stranieri e, di conseguenza, di tutte le imprese che lavorano nel settore agricolo. Vale la pena continuare a farlo?
Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 176

0 commenti:
Posta un commento