sabato 31 ottobre 2009

In Q4 con archi e frecce


Dal 15 al 19 Settembre a Latina, precisamente nel quartiere Q4, si svolgeranno le finali dei Campionati del mondo del tiro con l’arco specialità 3D Fita. Se quasi tutti conosciamo il tiro con l’arco classico, grazie anche alle ultime soddisfazioni Olimpiche in questa disciplina, un po’ meno conosciuta è la specialità 3D.

“Il tiro 3D è cosi chiamato – ci spiega Alessandro Marzella, componente dell’Arco Club Pontino – perché anziché tirare a bersagli di carta posizionati su superfici piatte, si tira a sagome tridimensionali di materiale plastico”. Questa manifestazione di livello internazionale vedrà la partecipazione di 20 Paesi di tutto il mondo e di circa 160 atleti che gareggeranno nella zona dell’Oasi Verde del quartiere Nascosa.

“Abbiamo scelto questa location – ci spiega Marzella – perché ci consente di stare a contatto con la gente e permette di far conoscere questo sport a molte persone. Di solito i percorsi della specialità 3D vengono dislocati all’interno dei boschi dove il pubblico difficilmente riesce a partecipare. Questa volta abbiamo voluto fare questo esperimento per coinvolgere il più possibile la cittadinanza”.

Il tiro con l’arco, a Latina, sta diventando una disciplina che riscuote sempre più successo, grazie anche all’apertura della palestra che ha dato la possibilità anche ai più piccoli di avvicinarsi a questo sport, ed ha consentito all’Arco Club Pontino di avere ben 153 iscritti. Concentrazione e disciplina sono le regole di questa attività, ma anche la difesa della natura e degli animali rientrano nei principi fondanti di questo sport, specialmente nella disciplina del 3D.

“Voglio sottolineare – precisa Alessandro Marzella – che questa specialità è nata per contrastare i cacciatori che uccidono gli animali. Noi usiamo solo forme di plastica con sembianze di animali per avere delle difficoltà maggiori, ma non vorremmo mai che le persone pensino che pubblicizziamo la caccia o l’uccisione di animali veri. È tutto il contrario, li difendiamo”.

Questo è senza dubbio un buon principio per praticare uno sport senza uccidere alcun animale o recare danno alla natura. A settembre si avrà la possibilità di assistere da vicino a questo importante avvenimento che sarà anche l’occasione per utilizzare una zona verde troppo spesso abbandonata e poco utilizzata, come è l’Oasi Verde; e chissà che non nasca in qualche bambino la voglia di iniziare a praticare questo sport e diventare un domani un campione della specialità.

Riccardo Angelo Colabattista
Pubblicato su "Il Caffè" numero 177

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