sabato 31 ottobre 2009

Baarìa - Giuseppe Tornatore


“Baarìa”, il nuovo film di Giuseppe Tornatore, che ha diviso critica e pubblico nella presentazione al 66esimo Festival di Venezia, è uno di quei film che, all’uscita della sala cinematografica, ti lasciano con l’amaro in bocca, con una sensazione che qualcosa è mancato.

Nonostante resti molto probabile la sua presenza in qualche nomination per gli Oscar, il film rimane molto gradevole per la maestria con la quale il regista giostra la telecamera e per la meravigliosità della fotografia, ma si percepisce un vuoto narrativo. Forse è proprio la potenza di una storia forte a risultare assente al termine dei 150 minuti di pellicola.

Baarìa, (nome siciliano di Bagheria, cittadina della provincia di Palermo), è un piccolo paesino in cui sembrano trascorrere sessanta anni di storia. Sono narrate le vicende di tre generazioni di una famiglia siciliana: l’occhio indiscreto della telecamera segue la vita di Peppino, interpretato da Francesco Scianna al suo esordio come attore, dalla sua infanzia fino al matrimonio con Mannina (l’esordiente Margareth Madé), e il suo impegno politico oltre che il rapporto con i figli. Attraverso la vita del protagonista il regista cerca di raccontare quasi un secolo di storia italiana dalle due Guerre Mondiali, allo sbarco degli alleati, quindi il Fascismo che lascia il posto al Comunismo, alla Democrazia Cristiana e al Socialismo.

Tre generazioni a confronto e messe insieme da salti temporali discutibili, ma che, da una parte, riescono a rendere bene le differenze tra le varie epoche, ma dall’altro creano confusione rischiando di far perdere quel filo narrativo così sottile che a volte scompare del tutto. Una nota di merito va certamente riservata ai due protagonisti, Sianna e Masè, che alla loro prima interpretazione in un film importante non hanno certamente steccato, anzi, con la loro genuinità hanno saputo dare quel carattere primitivo che ben si abbina con il paesaggio siculo.

Quasi a fare da contrappeso, per i ruoli di figuranti o per parti secondarie, sono stati scelti attori e personaggi di fama affermata come: Salvo Ficarra, Nino Frassica, Leo Gullotta, Monica Bellucci, Raoul Bova, Vincenzo Salemme, Beppe Fiorello, Luigi Lo Cascio, Valentino Picone, Michele Placido.

Il ritmo è lento, il caldo e le pressioni politiche quasi si percepiscono sulla pelle. A mancare, oltre ad una storia importante, è quella scintilla magica di felliniana memoria, capace di trasformare un bel film in capolavoro.

Riccardo Angelo Colabattista

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